Pubblica Amministrazione

Il WiFi solidale

L’esperienza del comune di Montelupo Fiorentino

Una situazione d’emergenza, per essere risolta, deve essere affrontata con strumenti straordinari. Strumenti a cui, in via eccezionale e transitoria, viene cocesso di far flettere diritti, forzare norme, privarci di libertĂ  personali, come sta accadendo in queste settimane di distanziamento sociale. Questo deve accadere anche per quanto riguarda la connettivitĂ . Come in occasione di un terremoto, viene chiesto a tutti di aprire le proprie reti WiFi domestiche per consentire ai soccorritori di comunicare velocemente, nell’emergenza sanitaria della Sars-CoV2 ci troviamo a dover rispondere a necessitĂ  analoghe, ma diverse: gestire dalle nostre abitazioni il lavoro agile e la didattica a distanza.

Con un’importante reazione, le nostre scuole, gli Enti, le aziende hanno cercato di dare una risposta repentina, in molti casi inaspettatamente efficace, relativamente alla situazione, totalmente nuova, da affrontare. Sulla didattica è emersa però una problematica importante, irrinunciabile direi: il rischio di disuguaglianza tra alunni dotati di strumenti informatici e telematici presso le proprie abitazioni e alunni che invece ne sono privi. Sostanzialmente, la storica distinzione tra ricchi e poveri: ai primi è data possibilità di istruzione, ai secondi no. Ricordo che il principio di uguaglianza è sancito dall’articolo 3 della Costituzione, mentre all’articolo 34 si garantisce il diritto all’istruzione inferiore, “obbligatoria e gratuita” per tutti, sottolineando che “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. E’ una necessità, ed esplicito compito della Repubblica, rimuovere gli ostacoli all’esercizio di questi diritti in nome del principio di uguaglianza. Molte scuole sono riuscite a offrire in comodato gratuito Pc o tablet agli studenti che ne erano sprovvisti. Adesso un sottoinsieme di questi ragazzi si trova però davanti a un nuovo ostacolo: la mancanza o la carenza di connettività utile a seguire le videolezioni.

Nel comune di Montelupo Fiorentino, in cui svolgo l’attivitĂ  di vicesindaco e assessore, per far emergere questa necessitĂ  è stato determinante il contributo delle insegnanti, preoccupate del rischio di vedere alcuni dei propri alunni discriminati. Per questo ci siamo interrogati, limitatamente all’emergenza, su come intervenire urgentemente: così è nata l’idea del WiFi Solidale. L’aiuto consiste nel permettere ai bambini, ma non dimentichiamo anche quegli insegnanti che potrebbero trovarsi nella medesima situazione di difficoltĂ , l’accesso ad Internet tramite il proprio collegamento di casa od ufficio attraverso il WiFi, in modo da permettere loro di seguire o tenere le lezioni.

Gli attori sono i cittadini, la scuola, il comune e alcune imprese disponibili a fornire servizi di connettivitĂ  e di configurazione remota degli apparati di accesso a Internet. Il Comune invita cittadini e aziende che hanno una rete disponibile a condividerla con quei vicini che hanno figli a scuola e che, a causa della mancanza di collegamento, non riescono a seguire le lezioni. Chiede inoltre ai genitori dei bambini in difficoltĂ  di segnalare alle insegnanti le difficoltĂ  incontrate e prega le imprese del proprio territorio a offrire gratuitamente servizi di connettivitĂ  o di configurazione da remoto di router e access point.

Tutto avviene attraverso un’unica casella e-mail, “solidarietadigitale”, dietro al cui alias si nasconde un team che lavora per far incontrare donazioni e necessità, georeferenziandole su una mappa. In supporto arrivano anche le offerte solidali di gran parte degli operatori di telefonia mobile, confluite grazie ad Agid nella sezione connettività del portale https://solidarietadigitale.agid.gov.it/, che in alcuni casi possono risolvere il problema. Ad oggi, TIM, Wind3, Iliad, Vodafone, CoopVoce; ma il portale è dinamico e in aggiornamento. Il Comune ha solo la funzione di facilitatore: in pratica fa incontrare domanda e offerta; poi il WiFi solidale si concretizza in una relazione fra privati. Nei casi in cui non riesce a trovare una soluzione dalla solidarietà, l’Ente deve intervenire direttamente con risorse proprie o della scuola.

Oltre a questa idea, sono venuto a conoscenza di un’esperienza analoga nata in una circoscrizione della Città di Torino, una sorta di condominio solidale, ove alcuni rendono disponibile, in emergenza, la propria connettività ai figli dei condomini in difficoltà. Un’iniziativa molto bella, applicabile nelle grandi città.

Dei buoni esempi di mutuo soccorso dove, pur serrati in casa, si fa squadra e si risolvono insieme alcuni dei problemi creati dal Covid-19.

#iorestoacasa #solidarietadigitale

Di Lorenzo Nesi -l.nesi@comune.montelupo-fiorentino.fi.it – @ilnesi

Laureato in scienze dell’amministrazione, funzionario informatico della Città metropolitana di Firenze. Dal 2014 vicesindaco e assessore, adesso anche all’innovazione, a Montelupo Fiorentino. Montelupo è una città della ceramica toscana che conta 14 mila abitanti dislocati su un territorio molto piccolo posto alla confluenza del torrente Pesa in Arno. Cittadina vivace, che ha subito negli ultimi 30 anni una crescita urbanistica e demografica repentina.

Riferimenti esterni:Comunicato stampa di Montelupo Fiorentino

http://www.comune.montelupo-fiorentino.fi.it/index.php/6421-il-comune-di-montelupo-fiorentino-lancia-un-idea-di-solidarieta-digitale

Iniziativa della Circoscrizione 8 della CittĂ  di Torino.

http://www.comune.torino.it/circ8/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5760

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